NOTTE D'AUTUNNO IN VALTELLINA

Mentre la brezza del mattino
s'aggrappa agli irti acclivi
delicata verseggia l'Adda
frusciando sotto l'antico ponte
ove maestosa e assopita se ne sta
l'amata sponda
Al primo chiarore dell'alba
il borgo antico
è ancora addormentato
e nell'algente notte d'autunno
l'asolo del vento
spande per l'agreste valle
l'afròre dell'uva pigiata nei tini
che s'inerpica su per i monti
attraversando il bosco ormai spoglio
ove giacciono immobili gli ippocastani
nell'attesa della primavera che li risveglierà
Continua l'ammantato silenzio
mentre superba l'acqua quatta quatta scivola via
nel suo corso sconnesso
sgusciando fra le anse deserte e i rovi spinosi
per perdersi nel Lago di Como
Laggiù si confonderà
con le sconosciute acque
compagne della sua avventura
e quale acqua di montagna
porterà lontano i sogni della valle
ancora addormentata
Lentamente il sole s'affaccia all'orizzonte
attorcigliandosi intorno alla notte
mentre Orione va scomparendo nell'albedo
anche l'abròstine acchiocciolata fra
gli arbusti abbruniti
solleva la testa per abbeverarsi ancora
ai tiepidi raggi del sole
che ormai padroni
si distendono sulla valle che si risveglia
Torna a vivere ancora l'operosità
dell'agreste gente
mentre anche l'austro si fa presente
per infondere vita e speranza.