L'UMANITA' NEL DESERTO SOCIALE

Dondolandosi dolcemente
fra i declivi aspri e selvaggi
l'acqua irrompe e divalla
incurante degli inceppi
che la natura le procura
nella sua caduta
di poggio in poggio/

Delicatamente essa lambisce
gli argini e le sponde
accarezzando ciò che la circonda
ammaliando tutti con la sua bontà/

Ora furente, ora pacata,
al cielo si rivolge concitata
affinchè non fermi il suo cammino
per raggiungere il mare
e insieme viaggiare nel tempo/

Un sasso le sbarra il passo
e con delicatezza lo scalza
sicura d'aver vinto il greto falso
non pensando ad altri cavilli
che nel suo andare incontrerà
a mille a mille/

La natura, ora violenta e dura,
l'attende laggiù nella radura
e ad ogni guado le contrappone un muro,
ma essa non perde il coraggio e
lotta l'oltraggio
perchè pura e non compromessa/

Quale delusione l'attende!
Nessuno che la difende
persino le sommesse sponde
gli amati alberi e i bianchi sassi
non osano opporsi al masso/

La violenza l'assale
l'egoismo prevale
stanca e indifesa non si ribella,
cosciente di soccombere
e si dispera perchè mai più
raggiungerà il suo sogno di libertà
l'azzurro mare che l'attenderà
la terra natia che la rimpiangerà/


Quale dolore nell'animo s'apprende
che ormai sconfitto si arrende
perchè più non vivrà nel suo letto amato
nè accarezzerà più i bianchi sassi
nè scorrerà più fra gli alti flussi
nel verde della valle che l'ha ospitata/

Anche i rivoli-un tempo compagni fedeli-
non l'accompagneranno più nel suo cammino
e indifferenti staranno a guardare
perchè il suo destino a nessuno può interessare /
così, amareggiata e vinta, solo di dolore cinta,
peregrina accosterà a dritta e col cuore trafitto
se ne andrà di grotta in grotta in cerca di quella
pace che ai suoi cari è stata tolta/

L'uomo è un lupo e si avventa sull'indifeso
perchè qualsiasi azione la considera offesa
perchè non è più capace di amare
perchè il suo cuore non sa perdonare/

Questa è la società ove violenza e prepotenza
dominano l’umana realtà e non resta più niente
se non
la propria dignità/