Luce profonda
emana il tuo sguardo/
Incanto ed estasi
si profilano all’orizzonte
di un viaggio ormai sicuro
senza ritorno –
in questa sinfonia di primavera
vorrei dedicarmi ancora
ai garruli trastulli di adolescente
ma come vela al vento
spiegato sono teso a percorrere
solo mari che sembrano sopiti
mentre nel profondo degli abissi
verseggia un cuore e una vita
che chiedono amore/
E tu mia sirena
che soccorri questo naufrago pelagico
che stanco approda nei tuoi lidi/
Tu sola puoi dargli conforto e
accoglierlo nel tuo infinito grembo
ristorandolo col tuo calore/
Egli è giunto alfine al
suo ultimo cammino di
viandante dei sette mari
or non sarà più libero di volare
su cime innevate
su vette inviolate/
Né potrà più sognare
sentieri inesplorati
e varcare i confini
dell’intricata selva umana
perché ora può perdersi
solo nel tuo profondo sguardo
-dolce tela di ragno-
capace di generare solo oblio
alla mia passata esistenza/