La sua più palpitante espressione la troviamo trasfusa nella descrizione delle albe e dei tramonti con delle marine che affascinano per la delicatezza delle tonalità,ove la poesia prende corpo in uno spettacolo sempre più d'incanto. La sua arte è palingenesi delle forme nascoste della poesia della natura come se gli elementi non aspettassero che il tocco della spatola del maestro per rivivere e svegliarsi dal lungo sonno incantato.

Il Fierro è il poeta-pittore dei tramonti sul mare che tanto ama sin dalla fanciullezza,tramonti che non vogliono essere rappresentazione della fine del tempo ,ma rinascita di vita in un continuo divenire ove l'uomo possa migliorarsi nel lasso di tempo che separa il tramonto dell'alba(ovvero la notte) per purificare il suo animo e portarlo alla purezza primordiale. Questa tematica non deve essere limitativa del tempo stesso,bensì continuare fino a che non si è raggiunto un grado di perfettibilità verso l'arte e grazie ad essa,in un mondo migliore ,privo di cattiveria e d'invidia.
L'importante per un artista - ci ammonisce il Fierro con la sua arte -è che il suo discorso venga recepito da tutti a mo' di dialogo,tale da investire tutti se si vuole cambiare tangibilmente l'umanità.
Dalla trasparenza della sua pittura e dai toni velati e soffusi dei suoi colori,potremmo dire che egli ha raggiunto una pace interiore,quella pace che l'umanità va cercando invano per tanti altri posti ma che non si accorge che ha a portata di mano,Egli potrebbe definirsi un eletto per la mèta raggiunta.
La sua arte diventa così un pentagramma ove si legge fra le righe il canto corale che sprigiona dalla bellezza del creato rappresentato sulle tele : tutto diventa armonia,musica soffusa,poesia inedita con versi sconosciuti e con accenti di lirismo universale. Si resta colpiti in definitiva per la purezza che traspare dalla policromia del suo animo scolpito a chiare lettere nella poesia oggettiva della sua pittura a bassorilievo che ci presenta questo pittore impressionista-neorealista .


(Giuseppe Martucci)